Possibilità di cessione del credito corrispondente alla detrazione viene estesa anche alle ipotesi di intervento di riqualificazione energetica effettuati sulle singole unità immobiliari.

Degno di particolare interesse, non tanto per le modalità di fruizione quanto per l’estensione della platea dei contribuenti a cui indirizzato, è certamente la nuova formulazione della cessionde del credito del 65%, 70% e 75% per interventi di riqualificazione energetica.

All’art. 1 comma 3 della Legge di Bilancio 2018 è prevista infatti l’esenzione a tutti i contribuenti di questa possibilità, anche per le singole unità immobiliari senza alcuna distinzione tra abitative e non. La cessione del credito a banche e intermediari finanziari è invece rimasta circoscritta, come per lo scorso anno, ai soli contribuenti capienti.

Inoltre, è stata confermata la possibilità di cessione del credito d’imposta derivante dalla detrazione Irpef o Ires per gli interventi antisismici sulle “parti comuni”, pari al 75% o 85% rispettivamente per la riduzione di una o due classi di rischio (articolo 16, comma 1-quinquies, D.L. 63/2013) e così come la cessione del credito del 75% o 85%, per l’acquisto, di unità immobiliari, sulle quali, dopo la demolizione e ricostruzione dell’intero edificio, l’impresa ha effettuato interventi antisismici.

Grande assente in tutte queste novità risulta, invece, l’attesa estensione della cessione del credito anche a tutti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che beneficiano della detrazione del 50%.

Ma il sentito interesse per l’agevolazione in commento rischia però di spegnersi se ci si addentra come al solito nelle procedure da seguire. Basti pensare che sul tema, nel corso del 2017, sono stati emanati ben due provvedimenti ministeriali, ai quali si rimanda: il Provvedimento dell’8 giugno 2017 e quasi tre mesi dopo il Provvedimento del 28 agosto 2017 oltre ad un ampio capitolo della guida “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico“, pubblicata dalla stessa Agenzia delle Entrate.

In questi mesi l’Agenzia delle Entrate è chiamata a recepire le novità e ad emanare un nuovo provvedimento con la speranza che si cerchi di rendere il più possibile snello tutto il meccanismo.