Non essendo il condominio un soggetto giuridico verso e proprio in quanto non è né una persona fisica, né una persona giuridica non avendo un proprio patrimonio, né facendo capo allo stesso alcun diritto né alcuna obbligazione il condominio negli edifici va considerato come un mero ente gestore delle parti comuni.

Pertanto questa particolare specie di comunione è rappresentata dall’Amministratore, mentre i singoli condomini sono i titolari dei diritti e delle obbligazioni che nascono per il solo fatto di essere proprietari di unità individuali che hanno in comune tra di loro alcuni beni e/o servizi.

Nonostante quanto appena detto, ossia che il condominio non è un soggetto giuridico vero e proprio per le motivazioni sopra esposte, non impedisce che lo stesso sia considerato un soggetto fiscale con la conseguente attribuzione di un proprio codice fiscale necessario per identificarlo sia nei rapporti attivi e passivi sia nelle eventuali procedure giudiziarie in cui è o sarà parte. Il codice fiscale che viene attribuito rimarrà immutato per tutta la “vita” del condominio, identificando proprio questo ente, indipendentemente dal mutare e/o susseguirsi di amministratori.

In altre parole il cambio di amministratore non comporta l’attribuzione di un nuovo codice fiscale al condominio che rimarrà immutato nel tempo.

Concludendo si può affermare che, non essendo, per le ragioni esposte, il condominio soggetto passivo dal punto di vista tributario, le imposte e le tasse che -materia approfondita nel libro sulla “Legge di Bilancio 2018- gravano sulle parti comuni saranno a carico dei singoli condomini, unici soggetti passivi, ovviamente pro quota, in ragione del loro diritto anche se poi l’obbligo al pagamento graverà sull’amministratore ove sia stato nominato.